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Cos’è lo scambio sul posto e come funziona

Il cosiddetto “scambio sul posto” è un meccanismo che consente di immettere nella rete elettrica l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico (o alimentato da fonti rinnovabili) ma non immediatamente autoconsumata per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi.
Lo scambio sul posto è il regime contrattuale senz’altro più conveniente per chi autoconsuma la maggior parte dell’elettricità prodotta dal proprio impianto fotovoltaico o da fonte rinnovabile.

Infatti, il guadagno è in questo caso indiretto, ed è dato dal risparmio sulla bolletta elettrica, che tipicamente va dai 0,20€/kWh in su (potete calcolare il risparmio/guadagno nel vostro caso specifico semplicemente dividendo la spesa globale delle bollette di un anno per il numero di kWh consumati nel medesimo arco di tempo).

In aggiunta alle tariffe incentivanti previste dal “Quarto Conto Energia”, l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 200 kW può beneficiare della disciplina dello “Scambio sul posto”, che continua ad applicarsi dopo i 20 anni di durata delle tariffe incentivanti. Nello scambio sul posto l’energia immessa in rete – la quale funge da gigantesco accumulatore – viene conteggiata e prelevata al bisogno in un secondo tempo, con un conguaglio a fine anno tra l’energia ceduta in rete e quella prelevata: nel caso in cui la prima superi la seconda, si potrà consumarla in seguito. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici che invece non beneficiano dello scambio sul posto, qualora immessa nella rete elettrica (usufruendo quindi del regime cosiddetto di “Cessione in rete”), può essere: o (a) ritirata con le modalità e alle condizioni fissate dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – opzione nota come “Ritiro dedicato” – oppure (b) ceduta sul mercato libero.

Per chi invece ha una percentuale di autoconsumo piccola o nulla, conviene il regime contrattuale della “cessione in rete” (o “ritiro dedicato”), cioè della vendita al Gestore dei Servizi Elettrici dell’energia prodotta, che grosso modo rende intorno a 0,1 €/kWh.

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