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Settore energia rinnovabile. Pannelli fotovoltaici

L’impianto fotovoltaico è un impianto per la produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite effetto fotovoltaico. Il dispositivo di base all’interno di un pannello fotovoltaico è dato da un insieme di celle fotovoltaiche le quali possono essere di silicio monocristallino, policristallino o amorfo.

Il silicio, essendo un materiale semiconduttore, attira i raggi solari (detti anche raggi fotonici) sprigionando elettroni che generano quindi energia elettrica.

Un impianto fotovoltaico è principalmente composto da: un insieme di pannelli fotovoltaici, uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata, un apposito contatore adibito alla misurazione dell’energia prodotta, ed altri componenti elettrici minori.

L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico dipende dall’irraggiamento solare: più si va verso l’Equatore e più l’impianto produce e l’Italia fortunatamente per quanto riguarda l’irraggiamento solare gode di un’ottima posizione.

La vita media utile di un impianto fotovoltaico dipende principalmente dalla qualità dei moduli, dalla resistenza degli inverter e dal
tipo di condizioni climatiche presenti di norma nella zona dove viene installato, ed a partire dal decimo anno è sempre buona norma prevedere interventi di manutenzione extra-ordinaria consistenti nella probabile sostituzione di eventuali componenti elettrici deteriorati dal tempo o degli inverter di stringa.

Per avere un’idea della durata che può avere un impianto fotovoltaico tecnologico di ottima qualità basta sapere che negli Stati Uniti d’America sono stati realizzati impianti con moduli Sanyo che attualmente ancora continuano a produrre energia elettrica (anche se sempre meno negli anni), addirittura da più di 50 anni.

Infine è sempre consigliabile per tutti i titolari una copertura assicurativa dell’impianto contro eventuali danneggiamenti dei componenti da parte di cause meteorologiche estreme.

VANTAGGI

I vantaggi di un pannello solare sono davvero innumerevoli, sia a livello ambientale che a livello economico

- Energia pulita ed inesauribile
- Non producono inquinamento
- Agevolazioni fiscali
- Aumentano il valore di una immobile

Info

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LO “SCAMBIO SUL POSTO” COS’E’ E COME FUNZIONA

Il cosiddetto “scambio sul posto” è un meccanismo che consente di immettere nella rete elettrica l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico (o alimentato da fonti rinnovabili) ma non immediatamente autoconsumata per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi.
Lo scambio sul posto è il regime contrattuale senz’altro più conveniente per chi autoconsuma la maggior parte dell’elettricità prodotta dal proprio impianto fotovoltaico o da fonte rinnovabile.

Lo scambio sul posto, dunque, rende molto di più della cessione in rete, ovvero l’autoconsumo dell’energia prodotta rende molto più della sua vendita: se l’autoconsumo è al 100%, rende circa il doppio. Tuttavia può rendere ancora di più, tutto dipende da quanto voi pagate attualmente l’energia elettrica. Probabilmente, se siete ancora legati all’Enel e al mercato vincolato, non la pagherete più di 0,18-0,24 €/kWh (il riferimento è sempre al prezzo tasse comprese, dato da spesa in bolletta diviso i kWh consumati), laddove  siete passati a un altro fornitore, o alla stessa EnelSi operante sul mercato libero, è probabile che la paghiate parecchio. In genere, infatti, chi opera sul mercato libero attira i clienti promettendo loro un prezzo bloccato per 1 o 2 anni, per poi aumentare di parecchio il prezzo una volta trascorso questo periodo di tempo, per cui a farne le spese è il cliente.

Infatti, il guadagno è in questo caso indiretto, ed è dato dal risparmio sulla bolletta elettrica, che tipicamente va dai 0,20€/kWh in su (potete calcolare il risparmio/guadagno nel vostro caso specifico semplicemente dividendo la spesa globale delle bollette di un anno per il numero di kWh consumati nel medesimo arco di tempo).

In aggiunta alle tariffe incentivanti previste dal “Quarto Conto Energia”, l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 200 kW può beneficiare della disciplina dello “Scambio sul posto”, che continua ad applicarsi dopo i 20 anni di durata delle tariffe incentivanti. Nello scambio sul posto l’energia immessa in rete – la quale funge da gigantesco accumulatore – viene conteggiata e prelevata al bisogno in un secondo tempo, con un conguaglio a fine anno tra l’energia ceduta in rete e quella prelevata: nel caso in cui la prima superi la seconda, si potrà consumarla in seguito. L’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici che invece non beneficiano dello scambio sul posto, qualora immessa nella rete elettrica (usufruendo quindi del regime cosiddetto di “Cessione in rete”), può essere: o (a) ritirata con le modalità e alle condizioni fissate dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – opzione nota come “Ritiro dedicato” – oppure (b) ceduta sul mercato libero.

Per chi invece ha una percentuale di autoconsumo piccola o nulla, conviene il regime contrattuale della “cessione in rete” (o “ritiro dedicato”), cioè della vendita al Gestore dei Servizi Elettrici dell’energia prodotta, che grosso modo rende intorno a 0,1 €/kWh.

Il regime di scambio sul posto è consigliato anche per chi consuma energia elettrica la notte, quando il proprio impianto non produce. Infatti,  si sfrutta la rete elettrica come una batteria di dimensioni pressoché illimitate. Quando il nostro impianto produce energia che non consumiamo, la immettiamo in rete, e quando ci serve energia in eccesso perché ne consumiamo di più, o quando è notte, possiamo prelevare l’energia immessa in rete in precedenza, avendo cumulato un “credito in energia” che può essere utilizzato tranquillamente anche ad anni di distanza. Si noti che, dal 1° gennaio 2009, il contratto di scambio sul posto si stipula con ilGestore dei Servizi Elettrici (GSE). In precedenza, veniva stipulato con il distributore locale (Enel, Acea, etc.). Quindi, gli attori coinvolti in questo meccanismo sono tre: l’utilizzatore, il GSE e il distributore locale.

TRATTAMENTO FISCALE

Nel caso di privati, condomini ed enti non commerciali, che utilizzano l’impianto in regime di scambio sul posto ai soli fini delle proprie utenze e il cui impianto non superi i 20 kW di potenza,  il contributo in conto scambio non è soggetto all’imposizione dell’Iva, e non è rilevante ai fini Irpef.

Se l’impianto è superiore a 20 kW, per questi soggetti l’energia immessa in rete verrà considerata come ceduta nell’ambito di una attività commerciale (vendita di energia)  e il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante sia ai fini dell’Iva che delle imposte dirette, e dovrà essere pertanto emessa fattura al GSE.

Per le attività commerciali che hanno impianti di qualsiasi taglia in regime di scambio sul posto, il contributo in conto scambio costituisce un corrispettivo rilevante sia ai fini dell’Iva che delle imposte dirette, e l’utente dovrà emettere fattura al GSE.

Per l’acquisto o la realizzazione dell’impianto è applicata l’IVA agevolata del 10%. Il costo dell’impianto è ammortizzabile secondo l’ordinario procedimento di ammortamento dei beni strumentali, con il coefficiente del 9% annuo. Se l’impianto è usato ai soli fini delle proprie utenze/attività (autoconsumo indiretto) in regime di “Scambio sul posto”, il contributo in “conto scambio” costituisce un corrispettivo rilevante sia ai fini IVA che ai fini delle imposte dirette, e l’utente dovrà emettere fattura al GSE. Se invece l’energia è ceduta alla rete e parzialmente o totalmente venduta (al GSE o sul mercato libero), concorre interamente alla determinazione del reddito di impresa, come pure la tariffa incentivante del Conto Energia. Ciò indipendentemente dalla destinazione dell’energia fotovoltaica prodotta. Dunque, l’energia venduta è soggetta ad IVA e concorre a determinare la base imponibile ai fini IRAP e IRES. I ricavi da vendita di energia sono inoltre soggetti alla ritenuta d’acconto del 4% da parte del GSE.

Il Quarto Conto Energia contempla vari premi, non cumulabili fra loro, per specifiche tipologie e applicazioni di impianti fotovoltaici. Limitandoci alle principali novità rispetto al precedente Conto Energia, il nuovo Conto prevede un premio fisso di 0,05 € al kWh di energia prodotta nel caso di impianti fotovoltaici su edifici (esclusi quelli con caratteristiche innovative integrati) che vadano a sostituire le relative coperture in eternit o comunque contenenti amianto (art. 14, comma 1-c). Inoltre, è stato introdotto un premio del 10% (art. 14, comma 1-d) sui normali incentivi per gli impianti che presentano un costo di investimento – esclusa la parte relativa al lavoro – riconducibile per almeno il 60% a una produzione realizzata all’interno dell’Unione Europea (UE). A decorrere dal 2013, la tariffa a cui è applicato l’incremento è pari alla sola componente incentivante. Il premio, in ogni caso, viene riconosciuto sull’intera energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico, indipendentemente dall’uso che se ne fa.